CHIESE

La chiesa di San Frediano, menzionata la prima volta nel 1061, è una basilica a tre navate e ospita un crocifisso del XII secolo. Gli affreschi sono per la maggior parte restaurati nel XVI secolo, con lavori di Domenico Passignano, Aurelio Lomi e Rutilio Manetti. Svolge oggi la funzione di chiesa universitaria.

La chiesa di San Nicola, la cui esistenza è rintracciabile fin dal 1097, è stata ingrandita tra il 1297 e il 1313 dai frati dell’ordine Agostiniano (che ricevettero la chiesa nel 1297), forse su progetto di Giovanni Pisano. Il campanile ottagonale risale alla seconda metà del XIII secolo. Notevoli sono le sculture lignee di Giovanni e Nino Pisano, e l’Annunciazione di Francesco di Valdambrino.

La piccola chiesa di Santa Maria della Spina, (1230), attribuita nella forma attuale a Lupo di Francesco (1325), è considerata unanimemente uno dei capolavori del gotico italiano. Ricca e preziosa come uno scrigno, essa sorge lungo il fiume, a pochi passi dall’estremità sud del Ponte Solferino. Proprio per la sua vicinanza al fiume essa subì nell’Ottocento un singolare intervento di smontaggio: le pietre furono numerate e la chiesetta fu riassemblata a un livello più alto in modo da salvarla dalle piene.

La chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno, costruita attorno al 952, sorge in una piazza alberata situata sul Lungarno a sud-ovest della città. Fu ingrandita a metà del XII secolo sullo stile adottato per il Duomo, il romanico pisano. La facciata è stata completata nel XIV secolo da Giovanni Pisano. L’interno è stato affrescato da Buonamico Buffalmacco e Turino Vanni. Ha annesso la romanica Cappella di Sant’Agata, a pianta ottagonale, costruzione in laterizio del XII secolo che presenta un’insolita copertura piramidale.

l tempio, eretto nel 1230 dalla famiglia Gualandi, si chiamava in origine Santa Maria di Pontenovo, per via del ponte che collegava via Sant’Antonio a via Santa Maria, crollato poi nel XV secolo. Il nome Spina deriva dal fatto che conservava una spina che avrebbe fatto parte della corona indossata da Gesù alla sua crocifissione e portata qui nel 1333, ma custodita dal XIX secolo nella chiesa di Santa Chiara.

Originariamente la chiesa doveva essere costituita da un’unica loggia e coperta da un tetto a capanna. Nel 1322 il Comune deliberò dei lavori di ampliamento iniziati nel 1323 e finiti nel 1376, probabilmente sotto la direzione di Lupo di Francesco e la sua taglia, alla quale succedette quella di Andrea e Nino Pisano.

La chiesa fu soggetta a numerosissimi interventi di restauro dovuti al cedimento del terreno e alla vicinanza del fiume Arno sulle cui sponde era stata edificata. Infine, dopo l’unità d’Italia, una commissione formata da membri dell’Accademia di Belle Arti decise lo smantellamento e la ricostruzione dove fosse più stabile e sicura.
I lavori, guidati dall’architetto Vincenzo Micheli, iniziarono nel 1871 e terminarono nel 1875. Questo intervento spostò di alcuni metri verso est, e più in alto il tempio. Tuttavia ci furono sostanziali modifiche alla primitiva struttura: furono inseriti alcuni gradini, le statue furono restaurate male o sostituite, e la sagrestia del 1613 non fu mai ricostruita. Una particolarità è che la chiesa di Santa Maria della Spina è sempre stata amministrata dal Comune, tranne alcune parentesi nel XVII e XVIII secolo in cui l’amministrazione ricadde sotto l’ospedale.

La chiesa è uno dei più begli esempi di gotico in Europa: ha una pianta rettangolare ed è completamente rivestita di marmi policromi. L’esterno è caratterizzato dalle cuspidi del tetto, timpani e tabernacoli, insieme a complesse strutture scultoree come tarsie, rosoni e statue di maestri pisani del XIV secolo fra cui Lupo di Francesco, Andrea Pisano con i figli Nino e Tommaso, e Giovanni di Balduccio.
La facciata presenta due ingressi con archi architravati fra i quali si trova il tabernacolo con le statue della Madonna col Bambino e due Angeli attribuita a Giovanni Pisano. Due nicchie si aprono nella parte superiore della facciata a contenere la statua di Cristo fra quattro angeli.
Anche il lato sinistro presenta numerose decorazioni con cuspidi e tredici statue degli Apostoli e Cristo provenienti dal laboratorio di Lupo. Le piccole sculture di Santi e Angeli sui timpani sono frutto del lavoro del laboratorio di Nino Pisano, mentre la nicchie nel pilastro di destra presenta una Madonna col Bambino di Giovanni di Balduccio.
Il retro ha tre archi a tutto sesto con finestre semplici; i timpani sono decorati con i simboli degli Evangelisti, intervallati da nicchie con le statue di San Pietro, Paolo e Giovanni Battista. L’alta spirale culmina con una Madonna col Bambino di Nino Pisano.
Se comparato col ricco esterno, l’interno appare piuttosto semplice. Esso è composto da un unico vano con il soffitto decorato durante la ricostruzione del XIX secolo. Al centro del presbiterio si trova uno dei capolavori della scultura gotica, la Madonna della Rosa di Andrea e Nino Pisano; sulla parete nord si trova il tabernacolo di Stagio Stagi (1534) in cui era la reliquia della Corona di spine. Un’altra statua dei Pisano, la Madonna del Latte, si trovava un tempo in questa chiesa, ma è stata poi trasferita al Museo Nazionale di San Matteo.